Il consiglio che vi diamo è di acquistare
questo interessante e utile libro scritto da Valdo Vaccaro che
si intitola ALIMENTAZIONE NATURALE, edito da Anima Edizioni.
Inseriamo un breve estratto che ben rende l'idea dell'intero testo.
Si parla di veganismo e di quale siano gli effetti benefici di
un'alimentazione di questo tipo, sia a livello salutistico che
ambientale ed etico. E' una lettura agile, molto coinvolgente
e, personalmente, illuminante. Ci piace molto lo stile dello scrittore...a
volte magari un po' cattivello, ma sicuramente condiviso; assolutamente
da leggere!

cap.22 DIVENTARE VEGANI E' UN OBIETTIVO
PER TUTTI INDISTINTAMENTE
I vegetali non hanno sistema nervoso,
e pertanto la loro reattività è presumibilmente assai
contenuta. Qualcuno ipotizza che anche le carote soffrano quando
vengono sradicate e mangiate. Può darsi. Ma non possiamo
catalogare le loro reazioni come grandi sofferenze. In ogni caso
riteniamo giusto il principio di minimizzare i danni e le sofferenze
che infliggiamo a chiunque sia vivo, animale o pianta.
Non è comunque qui che ci si intenerisce troppo e che si
diventa vegan o vegani.
Ben altre sono le motivazioni che ti incanalano e ti catapultano
verso tale scelta di pensiero e di vita.
L'apparizione improvvisa e casuale di un camion stipato di animali
in autostrada, o il transito lento di un vagone stracarico di maiali
o di bovini vocianti in una stazione ferroviaria, gli occhi spaventati
e tesi di una mucca, il musetto sofferente di un vitellino o di
un manzo che tenta di sporgere fuori la testa, quasi a volerti dire
qualcosa, e si resta colpiti, e scatta qualcosa dentro.
Dopotutto si tratta di bambini e di adolescenti di un'altra specie,
che hanno già provato esperienze durissime fatte di stenti
e di privazioni, di limitazioni gravissime della libertà
di movimento e di vita. Oggi come oggi a nessun bue e a nessuna
mucca viene concessa l'opportunità di conoscere l'età
adulta.
Bambinone e ragazzine a quattro zampe che vengono ingravidate artificialmente
a ripetizione, col fine dichiarato e pianificato di fare sei vitellini,
e di produrre tre cisterne di latte entro il quarto anno di vita.
A quella età raggiungono il loro massimo peso e sono state
sfruttate a dovere. Sembrano degli esseri adulti, ma sono solo ragazzine-madri
violentate prima da una fredda siringa spermatizzata, e derubate
poi impietosamente delle loro piccole creature. Commercialmente
non valgono molto a quella età.Producono meo latte di prima
e oltre il quarto anno corrono persino il concreto rischio di sviluppare
tumori e cancri che ne azzererebbero il valore come prodotto da
macelleria. In più, la loro carne diventerebbe in ogni caso
più dura e scadente. In più, la loro carne diventerebbe
inogni caso più dura e scadente. Quindi meglio eliminarle
prima.
Incrociare lo sguardo di queste creature è già sufficiente
a imbarazzarti e a farti sentire in colpa.
Ma la simpatia e la tenerezza verso gli animali, l'insofferenza
nei riguardi dei soprusi, delle torture nei loro confronti, delle
carneficine e dei massacri, esistevano già forti dentro di
noi. Il disprezzo e il disgusto nei riguardi di chi uccide e di
chi delega a uccidere è inevitabile. Il vero macellaio non
è infatti il garzone che brandisce il coltellaccio e decapita
con gesti meccanici e crudeli lepovere bestie, ma la gentile ed
elegante consumatrice della fettina di vitello, la tenera mamma
che prepara il panino col prosciutto ai suoi ragazzi, i bambini
che masticano mortadelle e grassi animali senza sapere neanche di
cosa si tratta, il signore distinto che disossa con cura la sua
fiorentina, il pacifista che sfila con le sue bandiere e che addenta
la sua razione di pane e wurstel, il gentiluomo che assapora con
cura il suo spezzatino. Questi sono i veri macellai e i veri inconsapevoli
boia. Non il sottoproletariato costretto a muoversi su pavimenti
insanguinati e mura intrise dal sapore rivoltante della morte violenta,
per una manciata di banconote inseguite per sopravvivere.
Qualcuno di questi mangiatori si ravvede prima o poi, per sua e
nostra fortuna, e lascia finalmente a carne. Ma poi, per anni, continua
a nurtrirsi di formaggio e di uova, e non si rende conto che in
questo modo sta sempre uccidendo indirettamente mucche e vitellini,
pulcini e galline, ed in più sta sempre minando la sua salute
e il suo karma.
Viviamo in un mondo afflitto da carnivorismo imperante. Il mondo
non è vegan. Il mondo odierno è fatto su misura per
i carnivori. I posti peggiori per un vegan sono i bar e gli autogrill,
dove trovare un panino accettabile, non inquinato da puzza cimiteriale
di morte, è autentica impresa.
Gli aminoacidi essenziali, chiamati così da un certo Dr.
Rose nel 1949, in seguito ad esperimenti condotti su topi bianchi
che hanno, nota bene, un fabbisogno proteico del 700% superiore
all'uomo, hanno avuto un impatto decisivo. Dopo una lunga lotta
ideologica e sul quantitativo giornaliero di proteine, che la FDA
americana aveva spinto a livelli incredibili tipo quote giornaliere
da 200-300 grammi, e dopo un armistizio sull'inammissibilità
di abusive e pseudoscientifiche denominazioni tipo proteine nobili
e proteine essenziali, FAO e OMS si misero d'accordo nel 1993 su
un quantitativo ottimale di 0,5 grammi per chilo di peso corporeo.
Settanta chili di peso uguale 35 grammi/giorno di proteine pure
e semplici, prive di connotazioni nobiliari. In realtà anche
tale livello ragionevole risulta essere eccessivo, poichè
quando si supera una immissione di proteine superiore ai 30 grammi
al giorno si fa scattare la peggiore emergenza corporale, ossia
quella della acidificazione del sangue.
Perse, ma mai del tutto, le denominazioni di comodo tipo proteine
nobili e aminoacidi essenziali, pediatri e medici antivegetariani
si sono trovati con la sola carta pro-macello della B12, usata poi
a sproposito in tutte le salse e in tutte le campagne di stampa.
Eppure, non si è mai sentito al mondo che qualche vegetariano
o vegan abbia accusato carenze di tale vitamina. E' semmai la putrefazione
dei cibi carnei nell'intestino vegetariano umano a ostacolare il
fattore intrinseco per la formazione e il rinnovo interno della
B12, per cui a rischio sono semmai i consumatori di carne.
Persa la causa della B12, si vanno a rispolverare altre carte e
vecchie terminologie desuete e riverniciate, nuovi trucchi e imbrogli
da giocare, più sofisticati e misteriosi, ma anche più
futili e inconsistenti, quali gli Omega-3 a vantaggio del pesce
e il Ferro-Eme da carne sanguinante, contrapposto allo scadente
Ferro-Non Eme, a vantaggio della fettina di vitellone al sangue.
A riprova che la pegigor categoria di medici e di consulenti, la
più corrotta, la più diseducativa e deculturante,
è quella dei nutrizionisti da televisione e da quotidiano,
i cui nomi si conoscono bene, visto che hanno posti fissi e rubriche
e giornaliere a disposizione sui maggiori canali di ascolto di ogni
televisione del mondo.
Il processo di globalizzazione ha funzionato benissimo in questo
caso. Tot macelli per chilometro quadrato e per numero di abitanti,
tot investimenti per pubblicità a sostegno.
In realtà vegan non si diventa. Si è o non si è.
Si decide di esserlo e ci si comporta coerentemente oppure si opta
per rimuovere i giusti freni inibitori di cui siamo dotati, ed ogni
materiale sanguinante diventa via via accettabile ed attraente.
Essere vegan è vibrare in sintonia con qualsiasi creatura
a noi più lontana. Essere vegan è facile, perchè
spontaneo e naturale, molto più difficile invece vivere vegan
e tradurre in pratica i principi del veganismo. Vivere vegan è
disciplina continua, è stare attenti a cosa si compra, a
come ci si veste, a cosa si mangia. E' la perfezione teorica e la
quasi impossibilità di raggiungerla.
Essere vegan è osservare la montagna, vivere vegan è
scalarla, scrivono Marina Berati e Massimo Tettamanti, nel bel manuale
Diventa vegan in 10 mosse, edizioni Sonda.
Fare la scelta vegan significa evitare ogni complicità con
l'assassinio continuato di esseri spaventati e disperati, martoriati
dal primo all'ultimo istante della loro esistenza, costretti a dirigersi
controvoglia verso il cancello della morte sicura, mandati alla
sconvolgente esperienza del patibolo senza nessuna colpa da scontare.
Essere vegan significa cercare di vivere su livelli estetici e morali
siuramente più elevati e più consoni alla nostra personalità
di uomini pensanti.
Tratto dal volume: ALIMENTAZIONE
NATURALE, di Valdo Vaccaro, edito da Anima Edizioni. www.gruppoanima.it
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